Indice di Efficienza Alimentare

Da aprile 2020 ANAFIJ ha pubblicato un nuovo indice genetico per la selezione della Frisona Italiana, ovvero l’Indice di Efficienza Alimentare (pFE), che definisce il rapporto tra latte prodotto (kg) e l’alimento ingerito (kg ss) dalla bovina.

L’efficienza alimentare della vacca è uno dei caratteri maggiormente studiati negli ultimi anni per due principali motivi:

  • Un animale più efficiente permette di ridurre i costi di alimentazione, una delle voci più impattanti sul bilancio aziendale;
  • Un animale più efficiente consente di ridurre l’impatto ambientale in termini di qualità e quantità di deiezioni ed emissioni di gas, aspetto molto considerato dal consumatore finale.

 

Dal punto di vista analitico, l’Efficienza Alimentare può essere calcolata in due modi, direttamente o indirettamente:

  • Fenotipo diretto: la valutazione del bilancio ingestione-produzione è una misura complessa e costosa in termini sia economici che di tempo e non è applicabile individualmente a livello aziendale.  Occorre, infatti, valutare l’ingestione di ogni singola bovina (tramite speciale strumentazione), l’energia spesa per soddisfare i fabbisogni di mantenimento e la quantità di latte, grasso e proteina prodotti.  A tale scopo, ANAFIJ con il progetto LATTeco ha disposto uno studio sperimentale ad hoc che permetterà di raccogliere tutte queste informazioni e trovarne, poi, le correlazioni a livello genomico. Ciò permetterà di estendere il risultato anche a tutto il resto della popolazione.
  • Fenotipo indiretto o predetto: si sfruttano tutti i dati a disposizione dal sistema di raccolta nazionale e una serie di formule di predizione riportate dalla bibliografia per quei caratteri altamente correlati con l’obiettivo di selezione.

I primi risultati dell’importante lavoro di ricerca svolto da ANAFIJ sono già a disposizione per migliorare la mandria e per guidarci nella scelta del toro. L’indice ad oggi disponibile è calcolato sulla base del fenotipo indiretto o predetto e ha come principali componenti il punteggio lineare e i controlli funzionali. Il primo consente di calcolare il peso vivo predetto di ogni vacca, mentre il secondo permette di quantificare la produzione di latte. Assieme alle informazioni bibliografiche sull’ingestione della sostanza secca (DMI) è possibile, dunque, stimare l’efficienza alimentare della bovina.

Dal punto di vista pratico, l’Indice Efficienza Alimentare (pFE) viene espresso su base 100, individuando come miglioratori i tori con pFE maggiore di 100. L'attendibilità media è del 95% per i tori provati e del 64% per i tori genomici. L’indice Efficienza Alimentare mostra una correlazione positiva con il PFT, l’IES e l’ICS-PR, tre indici che direttamente o indirettamente hanno selezionato fino a questo momento per animali più efficienti. Ciò nonostante la variabilità è ancora alta, come mostrato in figura.

L’introduzione di un nuovo indice di selezione appositamente studiato per questa caratteristica consentirà di dare uno slancio maggiore verso questa direzione, che ricordiamo essere non solo utile dal punto di vista economico per l’allevatore ma anche rispettosa verso l’ambiente e richiesta a gran voce dal consumatore. Negli anni a venire, l’obiettivo di ANAFIJ sarà quello di implementare gli indici IES e ICS-PR con l’Efficienza Alimentare, scelta che rimarca ancora una volta la sensibilità e l’importanza delle tematiche ambientali nelle produzioni zootecniche.

 

Sul piano economico, riportiamo un esempio pratico che ANAFIJ ha messo a disposizione per permette di capire quanto è in grado di incidere la scelta di tori geneticamente superiori a Efficienza Alimentare:

Livello genetico

Fenotipo

> 105

1,32

95-105

1,27

< 95

1,21

 

Confrontando due vacche con la stessa ingestione di sostanza secca e considerata necessaria per la produzione di 30kg di latte un’ingestione di 23,63 kg DMI otteniamo che:

 

Sostanza Secca ingerita (DMI)

Fenotipo

Latte prodotto

Vacca efficiente

23,63 kg

1,32

31,18 kg

Vacca non efficiente

23,63kg

1,21

28,58 kg

 

Considerati come parametri fissi il prezzo del latte pari a 0,40€/Kg e il costo della sostanza secca pari a 0,28€/Kg allora otteniamo che:

 

Latte prodotto

Prezzo latte

Ricavo Latte

Vacca efficiente

31,18 kg

0,40€/Kg

12,47€

Vacca non efficiente

28,58 kg

0,40€/Kg

11,47€

 

 

Sostanza Secca Ingerita (DMI)

Costo Sostanza Secca

Costo Sostanza Secca

Vacca efficiente

23,63 kg

0,28€/Kg

6,61€

Vacca non efficiente

23,63 kg

0,28€/Kg

6,61€

Il profitto sarà pari alla differenza tra ricavo dalla vendita del latte e il costo della sostanza secca:

 

Ricavo Latte

Costo Sostanza Secca

Profitto

Profitto a 305gg

Vacca efficiente

12,47€

6,61€

5,86€

1 787,3€

Vacca non efficiente

11,47€

6,61€

4,82€

1 470,1€

Profitto EXTRA della vacca efficiente

+317,2€

 

Tuttavia, è importante precisare che l’espressione del potenziale genetico della mandria opera in sincronia con ottime scelte gestionali da parte dell’allevatore. Ecco la lista dei migliori tori Intermizoo per Efficienza Alimentare:

Tags: ANAFIJ, Associazione Nazionale Allevatori Frisona e Jersey Italiana, Efficienza Alimentare, Indice di Efficienza Alimentare, pFE, Produzione di latte, Dry Ingestione (DMI), PFT, ICS-PR, IES, LattECO.

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