Beta-Caseina A2A2

Le varianti proteiche del latte

Il latte, come è noto è un alimento che fa parte delle diete per l'uomo e la caseina è la principale proteina del latte.

Le proteine del latte sono costituite per circa il 25% da siero-proteine e costituenti azotati non proteici, e la restante parte da caseine, le proteine più importanti visto che sono quelle che andranno a formare il formaggio. Le caseine a loro volta si dividono in altre 5 frazioni, tra cui la Beta-Caseina, argomento di questo articolo, che rappresenta circa il 36% della caseina totale.

 

Attitudine casearia

 

Le proteine in quanto tali, sono costituite da una catena di amminoacidi (229 nel caso della Beta-Caseina) disposti uno di seguito all’altro, dove la loro sequenza è controllata a livello di DNA. In natura, come per qualsiasi proteina, si possono trovare più varianti genetiche, che differiscono tra loro per la sostituzione anche solo di 1 o 2 amminoacidi, differenze che derivano da mutazioni del DNA nel corso di migliaia di anni.

Le varianti della Beta-Caseina

Per la Beta-Caseina si conoscono ben 13 varianti ma solo due, la A1 e la A2 sono le prevalenti nelle razze maggiormente allevate per la produzione di latte, la B è quella meno comune, la A3 e la C sono rari, la variante I deriva invece da una mutazione della variante A2 e ha normalmente basse frequenze. La variante E è stata trovata solo nella razza Piemontese italiana mentre le varianti rimanenti non sono mai state rilevate nelle razze bovine europee. (Massella E., 2017).

Differenza della Beta-Caseina: A1 vs A2

La variante della proteina originale sembra essere l’A2 e che circa 5000 anni fa si sia verificata una mutazione che ha portato ad avere la presenza nella popolazione bovina della variante A1. Quest’ultima nel corso della selezione animale è diventata la prevalente soprattutto nella Frisona. La differenza tra le due varianti sta nella presenza in posizione 67 della catena, dell’amminoacido Istidina nel caso della A1 e Prolina nella A2.

Inoltre le due varianti A1 e A2 differiscono come detto sopra in posizione amminoacidica 67 con istidina (CAT) per l’A1 e la prolina (CCT) per l’A2 (differenza di un singolo nucleotide). Questo singolo polimorfismo nucleotidico ha causato un cambiamento conformazionale nella struttura secondaria della proteina β-caseina espressa. È stato visto anche come la variante A2 è più paragonabile alla caseina Beta umana in termini di scomposizione digestiva (Clarke A., 2014).

Beta-Caseina A2 e produzione di formaggi

A far leva su tutto ciò le varianti della Beta caseina (in particolare A1, A2 e B) hanno ricevuto molta attenzione dalla comunità scientifica a causa della loro influenza sulle proprietà tecnologiche del latte e sulla salute umana. (Massella E., 2017).  Infine le varianti della beta caseina svolgono un ruolo importante nella resa/qualità del formaggio e la loro concentrazione è positivamente associata alle buone proprietà del caglio del latte.

Bisogna ricordare però che il tutto è dovuto sempre alla correlazione che vi è tra i diversi genotipi delle diverse caseine.

A tal proposito vi sono diversi gruppi di ricercatori che stanno cercando di capire, sempre più,nelle diverse correlazioni tra i diversi genotipi.

Nuovi sviluppi: Beta-Caseina A2 e salute umana

Come ben si sa a partire dal 2003, dopo uno studio condotto in Nuova Zelanda sul beneficio sulla salute umana che avrebbe il consumare latte con Beta-caseina A2A2, in alcuni paesi dell’Oceania e in Inghilterra, c’è stato un crescente interesse sull’argomento, arrivando alla commercializzazione di latte contente solo Beta-caseina A2A2.

Le varianti più frequentemente osservate di β-caseina come detto sono l’A1 e A2.

È stato visto che la beta-caseina A2 può avere degli effetti benefici sulla salute.

Si ricorda però che alcune ricerche scientifiche produssero nel passato una documentazione che asseriva come questo particolare tipo di latte inducesse nei consumatori una marcata minor intolleranza al lattosio e ipotizzava anche una minor incidenza di malattie quali il diabete, malattie cardio – vascolari, intolleranze varie, etc.

Le ricerche a tal proposito sono ancora in corso e fra favorevoli e contrari a queste tesi la battaglia è ancora accesa.

Produzione e vendita del latte A2A2

Ad oggi il latte bovino A2 ovvero privo della variante A1 è disponibile in commercio in una serie di Paesi, tra cui Australia, Regno Unito, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Paesi Bassi, ed è ampiamente promosso come benefico per le persone che soffrono di intolleranze al latte. La formula per i neonati contenente caseina A2 è ora commercializzata ampiamente in Cina e in Australia e viene promossa commercialmente come più delicata sul sistema digestivo infantile. (Brooke-Taylor S., 2017)

Cosa si può fare a livello genetico

Un’alternativa sarebbe quella di sostituire, nel tempo, la popolazione bovina che produce A1 con quella che produce A2. Nel frattempo è possibile produrre e commercializzare latte derivante da bovini che producono solo beta caseina A2, come avviene in certi paesi come Inghilterra e Australia, per essere somministrato alle fasce più a rischio della popolazione come i neonati.
Per aumentare la frequenza del gene della Beta-Caseina A2 è abbastanza semplice. A livello genetico la produzione di Beta-Caseina è controllata da un solo gene, come ad esempio nel caso della k-caseina, per cui il genotipo di un animale può essere "A1A1", "A2A2" o "A1A2". Una vacca con genotipo come nel primo caso produrrà latte solamente con la forma della Beta-Caseina A1, nel secondo solamente nella forma A2, e nel terzo produrrà in proporzioni uguali la forma A1 e A2. Sono ereditate in maniera Mendeliana, quindi per aumentare l’incidenza nella popolazione dell’allele A2, occorrerà usare tori A2A2 oppure A1A2 controllando con un test del DNA il genotipo delle figlie.
Intermizoo, nel suo programma selettivo, ha iniziato a fare le analisi del DNA dei propri tori e dei giovani torelli avviati al centro. Dalle prime analisi forniamo questa prima lista di riproduttori che portano l’allele della Beta-Caseina A2. Questi tori, se usati correttamente, permettono di ottenere una mandria che produce un latte Beta-Caseina “A2A2”.

 

Nelle seguenti sezioni potete trovare i tori A2A2 disponibili presso il nostro centro:

Tori Provati

Tori Genomici

 

 

Bibliografia

Clarke A., Trivedi M. (2014). Bovine beta casein variants: Implications to human nutrition and health. IPCBEE, 67, 11–17. doi:http://dx.doi.org/10.7763/IPCBEE

Massella E., Piva S., Giacometti F., Liuzzo G., Zambrini A.V., Serraino A.(2017, September 29). Evaluation of bovine beta casein polymorphism in two dairy farms located in northern Italy. Italian Journal of Food Safety, 6. doi:10.4081/ijfs.2017.6904

Brooke-Taylor S., Dwyer K., Wooford K., Kost N. (2017, September 1). Systematic Review of the Gastrointestinal Effects of A1 Compared with A2 β-Casein. Advances in Nutrition, 739-748. Tratto da https://doi.org/10.3945/an.116.013953

 

 

 

 
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